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Dedica
A tutti coloro che aiutano il prossimo
senza distinzione alcuna
Parte del ricavato dalla vendita di
questo libro sarà devoluto all’Hospice di Abbiategrasso
- via dei Mille 8/10 - 20081 -
Abbiategrasso (MI) www.hospicediabbiategrasso.it
L’autore
ringrazia la Soc. Editrice Ticino Olona S.r.l , l’Associazione di
Promozione Sociale “Il Punto” di Abbiategrasso e tutti coloro che
hanno collaborato per la riedizione di questo libro.
Perché “nuovo Acquarej”
La
prima edizione di “Acquarej” è datata dicembre 2004 e può sembrare
strano che , in un mondo sempre più globalizzato, un gruppo di
“amici del Ticino” e del nostro territorio , abbiano sentito il
bisogno di “scommettere” sulla riedizione aggiornata di un libro di
“poesie”.
Per
noi si è trattato di un percorso di conoscenza, di emozioni, di
sentimenti, di silenzi, di ascolto.
Della voglia e necessità di fermarci un attimo, di guardare le
meraviglie del nostro territorio, di riassaporare “la voce del
fiume” e il silenzio delle nostre campagne ancora incontaminate.
Del
piacere di ascoltare i protagonisti della nostra storia, del nostro
passato e di riscoprire in loro una freschezza di ricordi e una
consapevolezza di essere ancora protagonisti dell’oggi proiettati
nel futuro che ci attende con ancora la freschezza di valori che
spesso sembrano perduti.
Un
libro da leggere, assaporare e vivere consapevoli che oggi come
“cittadini del mondo” ognuno di noi ha la responsabilità di lasciare
questo nostro meraviglioso e malato “pianeta terra” in eredità ai
nostri figli.
Francesco Biglieri
Andrea Capello
A.U. Soc. Editrice Ticino Olona
S.r.l. Pres. Ass.di Promozione
Sociale
“Il
Punto”
Biografia
Lucio Da Col (quarto di cinque figli)
è nato a Cibiana di Cadore (Belluno) il 3 gennaio 1933 da genitori
emigrati ad Abbiategrasso nel 1923.
E’ cresciuto in un cortile di
periferia ed ha vissuto in Abbiategrasso da sempre, dove ha
frequentato la scuola fino al conseguimento della licenza nella
scuola di avviamento professionale di tipo commerciale.
Ha partecipato attivamente alla vita
della Città impegnandosi in molte attività : ricreative, sociali,
sportive, sindacali, politiche e amministrative.
Sposato, padre di due figli è nonno di
due nipotine.
Si dedica alla “poesia dialettale” (abbiatense)
per amore verso i dialetti, per il rammarico della disaffezione
verso di essi e lo “stravolgimento” che molte volte viene fatto con
parole del tutto inventate.
Alessandro
Mola
Nella nostra società travolta dalla quotidianità - molto spesso
banalizzante l’uscita di una raccolta di poesie è sempre un momento
che va accolto con sollievo e attenzione.
I
poeti non sono necessariamente gente strana e disadattata, poco
incline ad adeguarsi ai “tempi” dei tolk-show e dei reality
televisivi. In realtà, la poesia è solo un modo diverso di guardare
il mondo, con gli occhi del sentimento e della sensibilità. L’opera
di Lucio Da Col si inserisce senza incertezze in questa linea.
La
sua è innanzitutto una poesia “civile”, che racconta la “civitas” e
le vicende della nostra comunità senza fermarsi ai confini ristretti
del paese, nello spirito migliore di chi è sensibile a quanto accade
intorno a noi.
È
una poesia popolare, capace di guardare le cose con gli occhi della
gente.
I
personaggi che la popolano sono quelli che incontriamo tutti i
giorni, ma che rivediamo più volentieri attraverso gli occhi di chi
li sa raccontare con partecipazione e con passione. E, come nelle
migliori tradizioni popolari, emergono di più quando si
caratterizzano non per i loro “eroismi”, ma per la loro
quotidianità.
È
un modo che in maniera naturale e non forzata si esprime e si
comprende meglio attraverso la lingua che lo ha sempre accompagnato,
il dialetto milanese o, meglio, come ama definirlo lo stesso autore,
quella variante ariosa del dialetto milanese che è il dialetto di
Abbiategrasso. Le poesie di Lucio Da Col esprimono fino in fondo la
ricchezza di questa lingua. Il dialetto è nato e si è consolidato
nei rapporti più diretti, quelli familiari e amicali, ed è in grado
di esprimere e di rappresentare al meglio le emozioni e i sentimenti
legati a questa dimensione essenziale della vita.
I
suoi stessi limiti, che lo rendono improponibile per affrontare
tematiche nate in altri contesti linguistici (ve lo immaginate un
trattato di psicologia in dialetto?), lo connotano, invece, come una
palestra di vita quotidiana e come un veicolo senza paragoni di
espressioni schiette e dirette.
C’è nel nostro dialetto (come, del resto, negli altri), un mondo di
espressioni, di sentimenti e di sensibilità la cui perdita -
purtroppo in parte già avvenuta - rappresenterebbe un danno
incalcolabile.
Le
poesie di Lucio Da Col, come quelle dei purtroppo pochi ma
significativi poeti locali, sono una finestra non soltanto sul
passato, ma sull’animo stesso della nostra città.
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