Premessa
Al recente
questionario sul PGT promosso dal Partito Democratico di
Abbiategrasso nel mese di Marzo hanno risposto più di trecento
persone.
Il 65% degli
“intervistati” sono donne, il 35% uomini.
La maggioranza
delle donne ha meno di 35 anni, la maggioranza degli uomini ha meno
di 40.
L’80% delle
risposte sono state redatte in formato cartaceo, mentre il 20% ha
compilato e spedito il questionario on line, attraverso il sito del
partito democratico di Abbiategrasso.
Contenuto
Una prima
considerazione che ci sentiamo di fare a proposito di chi ha avuto
la pazienza di compilare il nostro questionario, è che gli
“intervistati” non si sono limitati a rispondere alle nostre domande
in maniera meccanica, ma hanno spesso articolato le risposte, in
qualche caso avanzando proposte interessanti da sottoporre alla
nostra attenzione.
Segno evidente,
questo, dell’interesse che il futuro della nostra città, prefigurato
nello strumento del Piano di Governo del Territorio, suscita nei
cittadini, e in chi sa che un buon futuro per la nostra città
coincide con un buon futuro per ognuno dei singoli.
Data l’ampiezza
delle domande del questionario, le risposte hanno generato una serie
di dati numerici molto articolati.
Abbiamo dunque
composto questi dati in un quadro di coerenza generale, ottenendo
alla fine uno scenario sintetico ma abbastanza preciso delle
problematiche percepite e delle aspirazioni a riguardo della nostra
città.
Com’era ovvio
aspettarsi a proposito delle domande che richiedevano un giudizio
sulla nostra città, ci sono stati degli aspetti che i cittadini
hanno rilevato come positivi, ed altri che hanno rilevato come
negativi.
Abbiamo dunque
esaminato attentamente le indicazioni, perché era nostra intenzione
focalizzarci quanto più possibile sul “dato oggettivo”, evitando
pregiudizi rispetto all’attuale amministrazione cittadina.
Il dato di fondo,
tuttavia, l’elemento generale che pare sintetizzare l’intero
questionario, è proprio quello di un giudizio sostanzialmente
negativo sull’operato dell’attuale giunta di centro-destra.
Le risposte
legate alle aree “Ambiente cittadino” e “”Servizi”, per esempio,
fotografano abbastanza chiaramente la città di Abbiategrasso,
distinguendo peraltro i suoi caratteri peculiari dalla sua gestione
politica.
I giudizi positivi su un bel centro storico, sulla bellezza del
parco del Ticino, su una biblioteca apprezzata anche dai cittadini
dei paesi limitrofi, sulle scuole che funzionano nonostante tutto o
sulla vicinanza geografica di Abbiategrasso a Milano, sono
evidentemente indipendenti dall’operato dell’amministrazione
comunale.
Un’amministrazione comunale non può accreditarsi il merito di una
vicinanza geografica alla città di Milano. Questo tipo di fatti è di
natura oggettiva, indipendente da qualsivoglia scelta politica.
Per ciò che
riguarda i servizi, come le scuole che bene o male funzionano o come
la biblioteca che risulta apprezzatissima, ci troviamo davanti ad
elementi storicizzati, a tradizioni culturali che appartengono alla
storia della nostra città.
E’ un po’ come
dire, in una battuta, che “a Milano bene o male si lavora, che
Milano è una città industriosa”.
Quando usiamo
questo fondato stereotipo, prescindiamo dal colore politico che in
quel momento amministra la città di Milano: ci riferiamo al codice
genetico di una città, ad una dimensione tradizionale dell’impegno e
dell’operosità.
Il giudizio
positivo su servizi come la scuola o la biblioteca, quindi, è un
riconoscimento alla tradizione storico-culturale di Abbiategrasso, e
anche in questo caso, dunque, possiamo parlare di un dato abbastanza
indipendente dalla gestione politica locale.
Per ottenere
evidenza circa l’operato dell’attuale amministrazione di
centro-destra, occorre verificare altri dati, come quelli inerenti
alla gestione dei beni e dei servizi.
Le indicazioni
degli intervistati circa Il problema della
viabilità, della stazione in centro, la mancanza di
parcheggi, la gestione pessima del verde, la caduta libera del
concetto di cultura, la necessità di un
centro culturale-ricreativo che non c’è
(un cinema teatro degno di questo città),
il problema della ferrovia (che da solo meriterebbe una conferenza
stampa a parte), attengono specificatamente all’operato
dell’amministrazione comunale e alla responsabilità politica di chi
fa le scelte.
I risultati del
questionario, tra l’altro, risultano coerenti più di quanto ci
aspettassimo, perché incrociando i dati degli aspetti che il
cittadino rileva come negativi con quelli delle proposte che il
cittadino avanza, si evince la chiara percezione di una
amministrazione che non fa o fa male.
Il problema della
viabilità, per esempio, percepito dal cittadino come incidente sulla
“propria pelle”, è senz’altro da imputare all’assenza di un piano
urbanistico serio.
L’assoluta
mancanza di certezze riguardo al futuro della stazione ferroviaria,
è un altro segnale di un’assenza cronica di progettualità
dell’attuale amministrazione.
E che dire delle
risposte dei cittadini che denunciano l’assenza di spazi culturali
come Cinema e Teatri?
Questa parte di
rilevazione del questionario ci porta a riflettere: come mai in
piena crisi economica, in un periodo nel quale sempre più famiglie
stentano ad arrivare alla fine del mese (per inciso, il numero degli
sfratti dovuti all’insolvenza è aumentato vertiginosamente nella
nostra città, e forse il tema di una nuova edilizia sociale
sfiorerà, prima o poi, anche le menti del centro-destra); come mai,
dicevamo, in piena crisi, gran parte degli intervistati propone la
realizzazione e lo sviluppo di spazi culturali?
Il tema della
cultura in piena recessione. Perché?
Perché
evidentemente il cittadino, più di quanto riesca a capire chi si
proclama abbastanza illuminato da amministrare la città come
attualmente sta amministrando, ha intuito che la cultura, la
condivisione della conoscenza, è uno degli elementi fondativi di una
comunità civile.
Il cittadino ha
intuito che il rapporto fra una buona stagione teatrale, artistica o
musicale e una migliore qualità della vita non è distante, ma anzi
necessario ad un livello alto della socialità e della solidarietà.
conclusione
i risultati del
questionario rilevano un’attenzione particolare del cittadino ai
temi cruciali della nostra città.
Rivelano una
visione chiara di come debba procedere un buon Piano di Governo del
Territorio, al di là delle beghe politiche o dei giochi d’interesse
economici.
Rivelano
un’aspettativa di forte miglioramento, un’aspirazione legittima ad
un futuro migliore per la nostra città.
Per converso, i
risultati del questionario segnalano una totale e sconcertante
mancanza di progettualità, un brancolare a tentoni dell’attuale
amministrazione di centro-destra.
La “Speranza
Progettuale”, per citare il titolo di un saggio classico di Thomas
Maldonado, è la speranza tradita dall’attuale gestione politica, ed
è esattamente quella che noi del Partito Democratico, anche sulla
base delle risposte al questionario, intendiamo recuperare, per il
bene della nostra città e per il futuro dei nostri concittadini