Nonostante le
mirabolanti promesse di inizio agosto fatte dall’assessore Cattaneo,
a seguito del raggiunto accordo della Regione Lombardia con i
vertici delle F.S., i pendolari continuano a subire pesanti
disservizi. Vi sono linee in cui ormai sono normali ritardi di oltre
30’, le soppressioni si ripetono con frequenza impressionante, quasi
sempre senza servizi sostitutivi e spesso senza alcun annuncio.
Carrozze chiuse, fredde o buie e composizioni tagliate costituiscono
la quotidianità.
Anche
l’incolumità fisica dei viaggiatori è messa a rischio da guasti e
malfunzionamenti, come alcuni recenti episodi hanno evidenziato,
mentre non si fa nulla per igienizzare le carrozze, aumentando il
pericolo di infezioni mentre l’influenza "H1N1" dilaga in Lombardia.
Eppure,
soprattutto in questo periodo di crisi economica, per molti
lavoratori la possibilità di mantenere il posto di lavoro dipende
proprio dall’affidabilità del trasporto ferroviario.
Nonostante lo
sbandierato accordo del 7 agosto sul Contratto di Servizio, nessuno
ha saputo spiegare ai pendolari perché i bonus maturati, sospesi
unilateralmente da Trenitalia da un anno e mezzo, continuino a non
essere erogati.
Tutti sanno
quanto il Contratto di Servizio sia fondamentale per stabilire delle
regole in merito alle modalità di realizzazione dei servizi
ferroviari, con le relative sanzioni in caso di inadempienza, e
quanto gli standard qualitativi in esso definiti si riferiscano ad
aspetti del servizio non certo opzionali, come la puntualità, le
soppressioni, il riscaldamento, le informazioni ecc.
Ebbene, al di
là delle promesse sussiste un dato di fatto, e cioè che il famoso
"accordo di agosto" tra Trenitalia e Regione Lombardia prevede che
l’ammontare massimo delle penali corrisponderà al 2% del contratto
di servizio, ovvero il medesimo che vigeva nell’ormai lontano 2004.
Visto che nel 2007 l’ammontare massimo delle penali era invece pari
al 4%, ciò significa che Trenitalia, per i disservizi, rischia oggi
molto meno rispetto a 2 anni fa.
Anche gli
standard di puntualità previsti per i prossimi mesi sono i medesimi
di 5 anni fa, e peggiorativi rispetto al 2007 di almeno due punti
percentuali.
Da queste
considerazioni consegue inevitabilmente che ogni speranza di
miglioramento è affidata semplicemente alla "buona volontà" di quel
Gestore ferroviario a proposito del quale lo stesso assessore
regionale Cattaneo ha affermato che "mette in discussione la dignità
delle persone prima ancora che la qualità del servizio".
Ma non finisce
qui. L’adozione di standard di riferimento iniziali così bassi, che
dovrebbero essere stati acquisiti con gli ultimi contratti, rientra
in realtà in una manovra per ottenere indici di miglioramento
qualitativi che si potranno facilmente tradurre, grazie ai
meccanismi automatici di adeguamento decisi dalla Giunta regionale,
in incrementi tariffari non corrispondenti a effettivi miglioramenti
del servizio.
Dietro a tutto
questo si può nascondere anche una manovra per sterilizzare il
confronto con i rappresentanti degli utenti "sull’adeguatezza dei
parametri qualitativi e quantitativi sul servizio".
Infine, ma non
per ultimo, non è certo confondendo i ruoli con la nuova società
unica regionale TLN, in cui la Regione diverrà controllore e
controllato, che sarà sufficiente per realizzare dei servizi
ferroviari adeguati alle esigenze dei cittadini lombardi. Ma su
questo argomento ritorneremo prossimamente.
Milano, 30
ottobre 2009
Coordinamento
delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei pendolari
ferroviari della Lombardia