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Speciale ferrovia
PERDETE OGNI SPERANZA,
O VOI CHE VIAGGIATE
di Silvano Brugnerotto
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La
vicenda della stazione ferroviaria di Abbiategrasso pare essere
una
storia infinita e segreta.
Convinti che l’obiettivo fondamentale del nostro sito sia
informare il cittadino abbiatense su come stanno davvero le cose,
la redazione si è lanciata nel “giornalismo d’inchiesta”:
sta raccogliendo materiale, registrando testimonianze e organizzando
informazioni, completando un quadro che sempre più nitidamente
appare sconcertante.
Perché il sindaco Albetti, che vantava rapporti confidenziali
col Presidente della Regione Formigoni, si è riempito la
bocca e ci ha riempito le orecchie di raddoppio del binario, di
ammodernamento della linea, di metropolitana leggera; insomma di
uno scenario futuribile che ricordava la Tokyo dei romanzi di fantascienza,
per poi rimangiarsi tutto nei fatti, non realizzandosi praticamente
nulla di tutto questo?
E ancora: perché, visto l’evidente disinteresse della
Regione Lombardia presieduta dal centrodestra, il sindaco ha pensato
bene di tacere, di non rivelare questo disinteresse ai suoi concittadini?
Non ci sarà nessun ammodernamento della stazione di Abbiategrasso,
nessuna soluzione ai ritardi, nessun futuro agevole per chi viaggia
sulla linea Milano-Mortara. Non c’è nessuna intenzione,
da parte della Regione e di Trenitalia, di potenziare l’efficienza
del nostro tratto ferroviario. Il doppio binario, realizzato sul
tratto Bruciata–Milano San Cristoforo, avrà solo l’effetto
di costringere chi ha rinunciato all’auto per evitare il traffico
a riprendere l'auto per recarsi al capolinea della Bruciata, aumentando
il traffico a sua volta.
Tutto questo appare privo di logica, contrario alle leggi “fisiche”
della progettualità urbanistica. Ed è assolutamente
colpevole il silenzio col quale l’amministrazione di centrodestra
ha assecondato la decisione da parte della Regione e di Trenitalia
di abbandonare Abbiategrasso al proprio destino ferroviario. Altro
che aumento dell’efficienza e soluzione ai ritardi cronici
dei treni: la figura del pendolare abbiatense, che ogni mattina
si alza presto per recarsi al lavoro in treno, sarà simile
a quella di un’anima che varca i cancelli dell’inferno
dantesco, con tutte le peripezie e le trappole del viaggio immaginifico.
Silvano Brugnerotto. |
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