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Osservatorio
QUALE FUTURO PER LA STAZIONE DI
ABBIATEGRASSO?
resoconto dell'incontro
col tecnico progettista
Paolo Zorzan
a
cura di Rinaldo Gesi
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I
perché del disagio
I nostri pendolari, ma ormai anche tutti i cittadini abbiatensi,
oltre ad attraversare momenti molto difficili legati all’incertezza
economica, si interrogano con crescente preoccupazione sul futuro
dell’infrastruttura più utilizzata per recarsi sui
luoghi di lavoro e nelle scuole di Milano: la stazione ferroviaria.
L’incertezza scaturisce dalla carenza di notizie sul futuro
della stazione cittadina, ci si domanda con crescente preoccupazione
perché, attorno alla nuova stazione costruita in Località
Bruciata di Albairate , si siano costruiti circa 1.000 posti auto.
La domanda preoccupata e preoccupante che eccheggia in Città
è la seguente :
La nostra stazione cittadina sarà costretta a chiudere i
battenti o a essere notevolmente ridimensionata, visto l’insediamento
di un parcheggio di tale vastità?
In mancanza di fonti sicure abbiamo svolto un’indagine conoscitiva.
A questo proposito abbiamo interpellato Paolo Zorzan tecnico progettista,
esperto in materiali di contatto, che fornisce da oltre 20 anni
componentistica tecnologicamente avanzata a RFI (Rete Ferroviaria
Italiana). Egli opera a stretto contatto con gli uffici tecnici
di RFI, società preposta alla progettazione e installazione
dei binari e della linea aerea di contatto e quindi responsabile
della realizzazione del secondo binario sulla linea Milano-Mortara.
L’azienda incaricata invece dell’acquisto del materiale
rotabile, motrici e carrozze, è Trenitalia anch’essa
posseduta da RFI spa, che ha chiuso il bilancio 2008 con un utile
di oltre 20 milioni di euro.
“Il disagio sulla nostra tratta - afferma Zorzan
- secondo Trenitalia è causato da mancati investimenti
sui servizi di manutenzione sui 24 treni in andata e in ritorno
che percorrono quotidianamente questa tratta”.
I servizi di manutenzione dovrebbero essere garantiti dal contributo
erogato dalla Regione Lombardia ed eseguiti da Trenitalia responsabile
del materiale rotabile.
Spesso la Regione Lombardia interrompe l’erogazione con l’accusa
a Trenitalia di non eseguire la manutenzione in modo adeguato, siamo
di fronte al classico “gatto che si morde la coda”,
ma a pagare il permanente disservizio sono i nostri pendolari.
Il doppio binario
“Il doppio binario sulla tratta Milano-Mortara –
prosegue Zorzan - sarà inaugurato per Dicembre 2009,
ma sarà consegnato solo il tratto che congiunge la stazione
di Milano San Cristoforo con la nuova stazione ubicata alla Bruciata
di Albairate”.
Il fatto, oltremodo preoccupante, è che sarà chiusa
la stazione di Milano Porta Genova e quindi il viaggiatore, arrivato
a San Cristoforo, dovrà attendere la coincidenza con il treno
TI-LO (Ticino-Lombardia) che si collegherà al passante di
Milano.
“Secondo i vertici di Trenitalia, - ribadisce Zorzan
- la tratta Milano-Mortara non è più considerata
strategica per il trasporto delle merci e di conseguenza il raddoppio
previsto sul tratto Bruciata-Abbiategrasso- Mortara non verrà
eseguito in tempi tanto stretti”.
Quale sarà quindi il destino del secondo binario fra San
Cristoforo e Mortara?
Forse con l’Expo 2015 la stazione di S. Cristoforo potrebbe
essere collegata alla linea 5 della Metropolitana?
La stazione della Bruciata diventerà quindi la vera stazione
di Abbiategrasso, ma tutti la dovranno raggiungere in macchina visto
che sarà possibile ospitare fino a 1000 macchine. Poche corse
e vecchi disagi resteranno ancorati alla “vecchia” stazione
collegata con un solo binario.
Il secondo binario sarà eseguito solo dopo la costruzione
sul nuovo ponte sul Ticino se Regione Lombardia, Provincia di Milano
e Pavia riusciranno a cogliere le opportunità offerte dall’Expo
2015.
L’opportunità persa
La città perderà quindi l’opportunità
di avere il secondo binario e una stazione funzionale alla portata
di tutti i cittadini e pensare che è ancora in essere il
vecchio progetto che prevedeva
l’ubicazione della stazione nell’area collocata dietro
la BCS molto vicina all’Annunciata.
Rinaldo Gesi.
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