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Un contratto prevalente che preveda un periodo formativo di massimo
tre anni al termine del quale siano garantite tutte le tutele, articolo
18 compreso,
indennizzo monetario per chi venisse licenziato nella fase
d'ingresso, riduzione degli oneri contributivi per le aziende che
stabilizzano. Anche le ultime limature sono state fatte e dopodomani
Stefano Fassina illustrerà ai membri del forum
Lavoro riuniti
nella sala Berlinguer di Montecitorio la proposta con cui il Pd
andrà al confronto col governo. Pier Luigi Bersani ha chiesto ai
dirigenti del partito di evitare di entrare nel dibattito, ora che
la partita sul mercato
del lavoro è tutta giocata tra esecutivo e parti sociali.
Ma al tempo stesso ha dato mandato al dipartimento Lavoro, guidato
da Fassina, di mettere a punto un testo che tenga conto di quanto
deciso all'Assemblea nazionale del maggio 2010 e alla Conferenza
nazionale sul lavoro dell'estate scorsa.
L'ARTICOLO 18 NON SI TOCCA
Il responsabile Economia del Pd ha lavorato sul materiale approvato
in quei due appuntamenti e sui contenuti delle proposte
di legge presentate al Senato da Paolo Nerozzi (ispirata
dalle teorie degli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi e
fortemente sostenuta da Franco Marini)
e alla Camera
da Marianna Madia e
Cesare Damiano. Nella bozza finale che verrà illustrata dopodomani
ai parlamentari Pd membri delle commissioni Lavoro di Camera e
Senato (ma sono stati invitati alla discussione anche il professore
di economia alla Cattolica di Milano Carlo Dell'Aringa e altri
docenti universitari) non vengono invece riprese le proposte
di Pietro Ichino,
primo firmatario di un progetto di legge che prevede un superamento
dell'articolo
18 (quelli
economici, tecnici e organizzativi vengono fatti rientrare tra i
motivi per giusta causa per i licenziamenti individuali).
Il giuslavorista resta convinto che il modello della "flexsecurity"
sia preferibile a quello centrato sul contratto prevalente
d'ingresso, e la discussione non mancherà. Nel Pd si sta però
lavorando per arrivare a un confronto senza aspre tensioni, e il
fatto che Ichino abbia giudicato un «ottimo compromesso» laproposta
di legge Nerozzi-Marini se
la sua si rivelasse «non politicamente praticabile», fa ben sperare
Bersani, che vuole chiudere l'Assemblea
nazionale di Roma del
20 e 21 con un voto unitario sulla posizione del Pd sullariforma
del mercato del lavoro.
CAMBIAMENTO E COESIONE, INSIEME
Bersani, che ha fissato per i prossimi giorni un incontro col
presidente del Consiglio Monti, valuta intanto positivamente che nel
fronte sindacale tutti condividano la necessità
di un confronto unitario.
Per il leader del Pd «cambiamento e coesione devono andare insieme»,
cioè l'Italia può uscire dalla crisi solo se saranno approvate le
riforme necessarie a garantire la crescita
senza provocare lacerazioni nel
tessuto sociale. Contratti tra il partito e le organizzazioni
sindacali sono continui, in questi giorni. Così come tra partito e
governo e anche con le altre forze che sostengono l'esecutivo in
Parlamento, alle quali Bersani propone una piattaforma comune
italiana da sostenere in Europa.
La riforma
del mercato del lavoro è
troppo delicata per non essere il più possibile condivisa. Così come
altre riforme necessarie all'Italia per superare questo brutto
momento. Bersani dice nel corso della puntata di "8 e mezzo" che
quello Monti non lo giudica un governo tecnico, e che anzi un
esecutivo come quello attuale «è preferibile a uno fatto col manuale
Cencelli». Il leader del Pd sottolinea però durante la trasmissione
televisiva anche se è vero che non tutta la politica è «sporca» è
anche vero che ora bisogna «ripristinare un rapporto
decente tra cittadini e istituzioni».
Bersani, intervistato da Lilli Gruber, lancia anche altri messaggi
all'indirizzo del governo: in generale ad accelerare sulle liberalizzazioni,
a Monti ad avere «coraggio» e al sottosegretario Carlo Malinconico a
dare spiegazioni sulla vicenda delle vacanze che gli sarebbero state
pagate da imprenditori della "cricca" dei grandi appalti del G8:
«Non so se il fatto sia vero o no ma l'idea dellatrasparenza è
una esigenza dichiarata e conclamata. Dovrebbe dare spiegazioni».
Simone Collini - L'Unità
pubblicato il 10 gennaio 2012
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