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Mercoledì 12 novembre si è tenuto il primo incontro dedicato al Piano di Governo del Territorio proposto dall’amministrazione comunale di Abbiategrasso e dedicato al territorio agricolo.

II Pgt è il documento che “disegna la città”, delineando in pratica quale progetto di sviluppo viene perseguito e con quali risorse finanziarie. Proprio per questo ci si sarebbe aspettati che l’amministrazione comunale rendesse partecipi i cittadini di quale progetto di città si farà portatrice nell’elaborazione di questo importante strumento, quali siano i suoi punti qualificanti, a quali standard di qualità urbana tendere e con quali risorse finanziarie.

Invece si è affrontato il tema della serata, affidandolo a relazioni di soli esperti, che hanno spiegato l’utilità di difendere il suolo agricolo. Ora, che dire su dichiarazioni così generiche e piene di buone intenzioni  se non che la città è un fenomeno complesso e che lo sviluppo della parte agricola non è un mondo a parte, ma rientra nel progetto che riguarda l’intero territorio comunale? Probabilmente tutti saremmo genericamente d’accordo a difendere e valorizzare il territorio agricolo e le sue cascine così come ad avere migliori servizi e una migliore mobilità.

Il problema resta quello di capire come, con quali strumenti quali risorse finanziarie e soprattutto con quali priorità. E’ su questo, crediamo, che i cittadini, gli operatori, le organizzazioni e le forze politiche vogliano confrontarsi.

Entrando nell’argomento della serata riteniamo di proporre le seguenti riflessioni.

Viviamo in una città caratterizzata da una bassa occupazione di suolo urbanizzato rispetto al suo territorio. Per ragioni infrastrutturali, economiche, ambientali e di organizzazione della popolazione insediata, il territorio comunale non si è saldato con la grande città, ma ha mantenuto una “peculiarità agricola di contorno alla città”.

L’alta qualità del paesaggio abbiatense è ciò che fa la differenza rispetto alla gran parte del territorio provinciale.

La straordinaria fertilità del suolo induce a ritenere che le cascine, tuttora attive, possano mantenere un ruolo produttivo e didattico importante oltre a rappresentare importanti segni di memoria storica e culturale.

Pensiamo al proposito che si debba articolare un progetto a sostegno delle attività agricole, dell’accessibilità del luoghi e di facilitazioni per gli abitanti affinché il mondo agricolo conservi il paesaggio e mantenga i secolari equilibri che hanno visto il nostro territorio produrre eccellenze  riconosciute e più recentemente praticare coraggiose e intelligenti innovazioni imprenditoriali, quali gli agriturismi e le coltivazioni biologiche.

Se riteniamo fondamentale il rispetto e la tutela dell’ambiente, dovremo,  passando a considerare la città costruita, dare priorità al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. L’attenzione dovrà essere posta sul territorio già urbanizzato e sulle consistenti aree interessate dalla deindustrializzazione dando giusto spazio e giusto peso alle attività produttive, allo sviluppo di centri culturali, alle aree destinate al verde urbano e allo sviluppo insediativo, senza ricorrere all’utilizzo di nuovo territorio. Occorre ottimizzare lo spazio e l’infrastutturazione esistente avendo come riferimento qualitativo l’altra grande valenza della città: il centro storico.

Il nuovo Pgt dovrà predisporre un programma “sostenibile” rispondendo ai bisogni che la collettività ha, negli ultimi anni, espresso: una maggiore attenzione al bello rispettando i valori storico paesaggistici esistenti, una maggiore qualità dell’abitare con risparmio di energia ed edifici eco-sostenibili, una disponibilità di abitazioni di edilizia sociale.

Concludiamo questa nostra prima riflessione sul Pgt con una nota circa la priorità data dalla giunta comunale alla realizzazione della circonvallazione ovest della città, presentata come “strada parco”. Non è ancora avviato il Piano della Mobilità, quindi non ci sono dati sul traffico, e già si anticipano conclusioni.

Se è vero, come asserisce a più riprese il sindaco, che la nuova circonvallazione Est, prosieguo fino a Vigevano della Malpensa-Abbiategrasso-Milano, verrà realizzata in tempi brevi, è proprio necessaria, con tanta urgenza, la circonvallazione ovest o non basterebbero dei semplici e molto meno costosi riordini viari della zona nerd sud della città? Soprattutto, è questa la priorità per la città? Non è più opportuno convogliare queste decine di milioni di euro su cose che la cittadinanza ritiene più necessarie? Se osserviamo una carta geografica della nostra zona, ci rendiamo conto che ad Abbiategrasso servirebbe un percorso verde che l’attraversi da est ad ovest, che metta in stretto legame le frequentate piste ciclabili che si snodano lungo i Navigli (Grande e di Bereguardo) con il centro e con le diverse strade che portano al Ticino. Sono queste le vere “strade parco” utilizzate da sempre da tutti gli abbiatensi che andrebbero valorizzate. Confidiamo che la discussione iniziata nella città faccia emergere i reali bisogni e le reali aspettative.

 

Partito Democratico di Abbiategrasso

(ordine e libertà - venerdì 21 novembre 2008)

 

  

 

 

 




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