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Sindaci giramondo

 

 
 

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Si candida, non si candida, forse la prossima volta, vedremo. Da qualche tempo girava la voce sulla possibilità che Domenico Finiguerra, già sindaco per due mandati a Cassinetta di Lugagnano, si potesse presentare candidato alle prossime elezioni  per Abbiategrasso.

Qualcuno argomentava che fare bene il sindaco in un paesino di 1879 persone, 714 famiglie, non è necessariamente titolo di merito per poterlo fare in una cittadina di 32035 abitanti, 13.595 famiglie. Altri invece sostenevano che sì, sarebbe entrato nell’agone, ma l’avrebbe fatto entrando nella Coalizione per l’alternativa, per tener fede al credo politico che va dichiarando.

Dalle pagine di “Ordine e Libertà” in edicola dal 30 settembre Domenico Finiguerra dichiara ora pubblicamente che si candida alla guida di Abbiategrasso, ma che lo farà da solo, perché è allergico alle primarie e che sì, certamente toglierà voti al centro-sinistra della Coalizione, ma che ne toglierà anche a destra perché la sua sarà una lista civica con proposte trasversali ai partiti.

Auguri, anche se credo che il più contento in questo momento sia il sindaco Albetti.

Personalmente sono dell’antica opinione che la politica debba essere, per tutti quelli che la praticano, un servizio temporaneo alla comunità, come lo era il servizio di leva militare, solo che quello era obbligatorio mentre questo dovrebbe essere un gesto d’amore fatto da quelle anime belle e di buon pensiero che sono spinte dal desiderio di aiutare il prossimo. Per poco tempo però, perché sanno che il potere rovina l’anima, e che il potere ti porta poi, molto spesso, là dove non avresti voluto finire mai, facendoti forse vivere meglio, ma cambiandoti profondamente per la vita.

Ma il divieto del terzo mandato da sindaco si riferisce al luogo dove hai fatto il sindaco e non al tempo passato in quel tipo di incarico pubblico e quindi Finiguerra ha tutto il diritto di presentarsi.

Quel che invece non mi è affatto piaciuto, leggendo la pagina del giornale di Abbiategrasso, è il fatto che nella stessa pagina appaia una tabella che riporterebbe le segnalazioni di preferenza giunte alla redazione e che già assegna a Finiguerra il primo posto nelle preferenze dei cittadini. La redazione dichiara che la tabella non ha valore statistico, se non altro per il modo in cui sono raccolte le votazioni (che, tra l’altro, indicherebbero anche che almeno un terzo degli abitanti di Abbiategrasso hanno confidenza con il web per poter votare online!). Ma la redazione sa anche che, comunque, una tabella così, messa in quel posto, accanto all’articolo nel quale Finiguerra dichiara la sua candidatura, produce un certo effetto indipendentemente dall’avvertimento sulla credibilità dei numeri.

A chi giova? Giulio Cesare diceva “Divide et impera”. Vedremo.


Vittorio Sacchi
 




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