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Sentendo e leggendo del PGT mi permetto di fare una prima
esclamazione: che delusione!
Ho la netta sensazione che, come si è già verificato in
passato con altre denominazioni ( PRG approvato nel 1990) , si vuole
che il mercato governi l'economia. In questo caso l’economia
della città, come insegna la prima (e poco condivisibile) regola
liberista.
Delusione, perché si perde un’occasione importante per
cercare risposte ad una crisi generale la quale, invece, richiede
risposte impegnative e approfondite.
Non si tenta nemmeno di dare le minime risposte ai problemi
della crisi economica che stiamo vivendo. Fatalisticamente tali
risposte le si aspetta solo dall'alto, sperando forse che “gli
agganci” di cui il nostro Sindaco si è vantato di avere in
campagna elettorale, risolvano quello che non si riesce/ vuole
progettare in proprio.
Allargamento del perimetro di iniziativa edificatoria
comunale, 1 milione di metri quadrati di nuove edificazioni, una
strada nuova a ridosso anzi in interferenza con il Parco del Ticino,
circa 8500 abitanti potenziali in più oltre a centri commerciali di
dimensioni abnormi come unica risposta occupazionale (quanti di
questi futuri impieghi saranno a tempo determinato?).
Non vi è nessun tentativo di ricerca di soluzioni per
l'impresa, rassegnati alla scomparsa dell'industria in questa città.
Unica risposta l'occupazione (di scarsissimo potere contrattuale)
dei centri commerciali, in un territorio dove i livelli
professionali degli occupati sono i più bassi della provincia per
grado di istruzione; un territorio dove molte, troppe famiglie
scontano già una capacità economica bassa dovuta a cassa
integrazione, occupazione precaria spesso sottopagata, se non
addirittura di disoccupazione.
Questa Amministrazione trova solo risposte “commerciali”
in un contesto di accerchiamento commerciale; basta guardarsi
intorno e capire che né da una parte Vigevano e né dall'altra in
direzione Milano (dal Destriero fino a Trezzano, Corsico, Cesano) vi
sono molte possibilità per una città con un bacino di utenza molto
ridotto rispetto ai concorrenti delle aree vicine.
Cosa diremo, anzi diranno gli Amministratori a chi si
aspetta un futuro più sicuro del presente? Alle famiglie, alle nuove
generazioni, a chi cerca un primo impiego, a chi è in mobilità o in
cassa integrazione?
Il mercato che regola, l'abbiamo visto, in questi ultimi
anni ha prodotto danni incalcolabili.
La delusione è dovuta anche e soprattutto alla mancanza di
coraggio nel percorrere strade “imprenditoriali” di comunità, il
“Comune imprenditore” che ha caratterizzato parte delle attività
cittadine degli anni scorsi sembra una bestemmia per i nostri
amministratori di Centro Destra, Lega compresa.
Eppure abbiamo argomenti su cui “spremere le meningi”, con
le aree dismesse, una zavorra che può diventare una potenzialità.
Scommettere su progetti partecipati, indire concorsi di idee, far
crescere i nostri giovani architetti, ingegneri, e la nostra impresa
che con la cooperazione ( che svolge il ruolo importante di
calmieratore del mercato ) potrebbero dare risposte attrattive e di
sviluppo, salvaguardando magari, quel poco di buono che rappresenta
l'archeologia industriale di questa città, conservando anche un po'
di storia (il che non guasta mai) e ancora: si saranno accorti i
nostri amministratori che tutto il mondo parla di Green economy, che
il problema del risparmio energetico, della sostenibilità
ambientale sono elementi dai quali non si può prescindere? Sarebbe
doveroso puntare sulla qualità del costruire e sull'efficienza
energetica.
Credo che si debbano porre dei vincoli e si debbano avere
delle risposte ad un PGT dove ci sta tutto e niente, dove non sono
chiari i confini di questo piano.
Avanzo alcune proposte
-
Investire
sulla qualità del costruire e sull'efficienza energetica,
premiando solo la classe A riducendo progressivamente le
volumetrie per le classi energetiche inferiori.
-
Impegni
chiari sull'edilizia sociale: affitto sociale, concordato,
moderato e patto di futura vendita e in generale l'edilizia
economico-popolare ( quella che si possono permettere le
famiglie con redditi medio bassi e le giovani coppie )
-
Meccanismi di
controllo della perequazione per evitare che gli operatori
scambino volumi edificabili al di fuori di una verifica puntuale
dell'interesse pubblico. L'ente pubblico deve svolgere funzioni
di controllo e non solo di trattativa.
-
Definire un
piano strategico delle aree dismesse ed ex industriali
destinando quote alla giovane imprenditoria fornendole di
infrastrutture tecnologiche per renderle attrattive.
-
Dichiarare
cosa si vuole fare nelle aree speciali sovraccomunali con quali
progetti e con quali vincoli.
Il Piano di Gestione del Territorio è un' opportunità
per guardare al futuro da protagonisti, per dare alla città dei
prossimi 20anni una sua dimensione, una sua vitalità, una sua
qualità e prosperità diffusa.
Ahimè al contrario, si ha l'impressione che gli
Amministratori di PDL e Lega temano le idee, che tutto sia in
funzione di un disegno che parte dal PRG dell'90 senza inventare
troppo, concordando di volta in volta attraverso “cessioni bonarie”,
senza lode né infamia. Forse serve un po' di coraggio politico!
Roberto Porati
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