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Approvato a tempo di record, prima delle feste, il nuovo PGT

MA  PER LA GIUNTA ALBETTI  SONO IMPORTANTI I  BISOGNI DELLA GENTE O QUELLI DELL’EDILIZIA ?

di Alberto Negri (28-12-2009)


 

Ancora un’occasione persa dalla Giunta Albetti.

Il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio, ex- Piano Regolatore), approvato in tempo record, nel periodo delle festività natalizie, proprio quando la gente è distratta da altre faccende,  sembra ancora una volta concepito non con l’intento di limitare l’edificazione urbana nell’interesse degli abitanti e della loro qualità di vita, ma con l’intento di  favorire nuovi insediamenti residenziali a unico beneficio degli imprenditori edili, degli immobiliaristi e di tutti coloro che  fanno affari nel settore dell’edilizia.

Il limite demografico che viene indicato  nel Piano è a dir poco demenziale. Anche solo pensare di poter arrivare a 40 mila abitanti significa voler trasformare Abbiategrasso, città da  tutti invidiata per la sua posizione nel Parco del Ticino, per il suo bellissimo centro storico e per la sua crescita tenuta sotto controllo nei precedenti Piani Regolatori, in  una grande città dormitorio. In una città, come ce ne sono molte nell’hinterland milanese, dove tutti vengono ad abitare mantenendo l’occupazione che avevano a Milano o comunque nei dintorni della metropoli.

Tutto ciò  vuol dire un aumento a dismisura del traffico verso e da Milano,  sulla statale e sulle provinciali che neppure la costruzione della superstrada per la Malpensa  potrebbe fronteggiare. Già i vari paesi che circondano Abbiategrasso, tranne Cassinetta che ha scelto una crescita zero, sono stati assaliti dalla febbre del cemento. Ville, villette e palazzine sorgono come funghi in autunno  lungo le arterie principali. Basta vedere il numero di gru che si stagliano contro il cielo   lungo l’asse   stradale Albairate, Cisliano, Cusago o  percorrere la provinciale che da Vermezzo porta a Rosate per assistere a un boom di cemento versato sui quegli ex-territori agricoli in nome di un progresso e di una crescita insensata.   

Lo scopo di un PGT dovrebbe essere quello di favorire la qualità della vita dei residenti, di chi abita, di chi lavora in città. Di prevedere  insediamenti produttivi  e infrastrutture per favorire la crescita delle possibilità occupazionali senza costringere i cittadini a un dannato pendolarismo.

Lo scopo del PGT non può e non deve essere quello di incrementare i profitti solo del settore edile. L’Italia non è una Repubblica fondata sul cemento. Esistono anche altre settori importanti per la vita del Paese. Inoltre la maggior parte dei lavoratori impiegati nell’edilizia è rappresentata da stranieri e da clandestini utilizzati in nero nei cantieri, senza il rispetto di alcuna norma di sicurezza. E’ inutile farneticare litanie contro i clandestini come fanno i Leghisti per guadagnare voti e poi essere complici di un PGT che va ad incrementare il lavoro nero clandestino.

Ma il fine di un PGT non può e non deve neppure essere quello di fare cassa, cioè di far entrare soldi nel bilancio del Comune grazie agli oneri di urbanizzazione e tanto meno non può essere  un Piano fatto su misura per gli amici degli amici che possiedono terreni  da vendere con profitti alti.

Credo che nessun Abbiatense dotato di un minimo di buon senso, di quel buon senso comune di cui Berlusconi si fa spesso interprete, desideri  una città che assomigli sempre più a quegli agglomerati squallidi di Trezzano, Cesano Boscone, Corsico, Buccinasco. Città quest’ultime costruite con due soli scopi: residenziali (ville per mafiosi e palazzi dormitorio per pendolari) e commerciali per la grande distribuzione.

L’operazione di rendere esteticamente bella e più vivibile la città, con gli interventi intorno al castello e in piazza Vittorio Veneto, rischia di essere vanificata da un PGT che prevede una crescita residenziale senza senso, perché inutile e dannosa.

Ogni abitante in più arriva da Milano e a Milano lavora, spesso fa acquisti, spesso si diverte. Quindi  quali vantaggi porta l’aumento di popolazione? Quali benefici economici ne trae la città e  la sua realtà produttiva?

Nessuno. Un aumento di popolazione comporta solo problemi immensi di traffico, perché oggi ogni persona in più vuol dire una o due auto in più. Ottomila abitanti in più vuol dire aggiungere otto o dieci mila auto al traffico già esistente.

Già la collocazione della nuova stazione con mega-parcheggio alla Bruciata comporterà un aumento notevole del traffico nelle ore di punta sulla statale verso e da  Milano. Se poi aggiungiamo nuovi insediamenti  commerciali  lungo via Dante, nuovi insediamenti abitativi lungo le circonvallazioni, il rischio di  una paralisi del traffico con un  conseguente aumento delle ore che ognuno deve dedicare al lavoro (tenendo conto di quelle per raggiungere il luogo di lavoro) e dello stress al volante o sui treni superaffollati   non  è più solo un cattivo auspicio ma una realtà fattuale alle porte.

 

 

Gent.Pd di Abbiategrasso,

ho letto la lettera di Alberto Negri sul vero fine del Pgt e condivido molte delle sue preoccupazioni.L'iter per l'approvazione ,nonostante i tentativi fatti dall'amministrazione per cercare di coinvolgere i cittadini,sta procedendo a passi spediti.

Essendo un'agricoltrice mi sarebbe piaciuto partecipare a questi incontri di progettazione ma a causa del poco tempo non ci sono riuscita.Uno di questi ,tra l'altro era stato convocato a metà settembre,in un orario in cui era facile immaginarsi che tutti fossero impegnati nei campi o in stalla.........Risultato ...è andato deserto.......

Non so quindi se la partecipazione del pubblico sia stata numerosa negli altri incontri,il mio dubbio è che comunque ci fosse ben poco da progettare in comune o meglio ancora partecipando.Ad Abbiategrasso siamo abituati da decenni ad assistere alla spartizione degli interessi dei costruttori e la qualità della vita degli abitanti non è mai stata un iteresse sentito realmente dagli amministratori,ma quel che più mi dispiace è  vedere come la decisioni passino sopra la testa delle persone senza quasi lasciare traccia .

Avevo partecipato ai gruppi di lavoro sul territorio in preparazione del programma prima delle elezioni e nel nostro tavolo era scaturita una relazione che credo potesse fornire degli spunti e delle riflessioni intelligenti.

Il tempo passa e le cose evolvono,però le considerazioni che da anni ormai vengono fatte dagli urbanisti più sensibili al consumo di suolo, allo spreco in strutture commerciali che si sostituiscono ad altre che chiudono, al danno dello sprawl insediativo dovrebbero essere diventate patrimonio comune di chi vuol amminstrare una città.

Il rischio che le città si mangino la campagna è ormai un dato di fatto,così come lo è la crisi nel lavoro alimentata dal mito della crescita infinita.

Concordo che è demenziale voler incrementare il numero di abitanti in una zona che dovrebbe proteggere la qualità della vita e del paesaggio che i nostri vecchi ci hanno tramandato.

L'opposizione in Consiglio è delegata al PD,la sinistra che pur tanto lavora nel teritorio e i cui esponenti ormai spesso non hanno nemmeno più qualcuno da poter votare , continuerà ad informare a cercare di far riflettere ,ma i giochi del potere credo siano ormai ristretti ad una serie di persone che spesso non hanno neanche i requisiti e le competenze per governare..........

Cosa possono fare i cittadini che hanno a cuore il loro territorio e che tengono alla difesa dei Beni Comuni?

In attesa di una risposta vi saluto cordialmente

 

renata lovati    Cascina Isola Maria   Albairate

 

 



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