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Dieci proposte per un via italiana alla green economy: sono le idee
lanciate oggi, venerdì 13 gennaio, dagli Ecologisti Democratici nel
convegno, organizzato insieme al Pd, “La via italiana alla green economy.
Un'idea di futuro per uscire dalla crisi” in corso a Roma, presso la
sede nazionale del Partito Democratico.
“La crisi segna un passaggio d'epoca – ha dichiarato nella sua relazione
introduttiva Fabrizio Vigni,
presidente nazionale Ecodem –, è la crisi di un modello di sviluppo
basato su mercati finanziari senza regole, indebitamento economico e
ambientale, crescenti disuguaglianze. Chi pensa che passata la nottata
si potrà ricominciare come prima si sbaglia. La rotta giusta per uscire
dalla crisi è verso un green new deal, in Europa e nel mondo. La
crescita di una nuova economia ecologica, più efficiente nell'uso delle
materie e dell'energia, per uno sviluppo ecologicamente sostenibile. Una
nuova rivoluzione industriale e tecnologica incentrata sulla green
economy ed al tempo stesso una nuova idea di benessere, più sobria e
intelligente”.
“L'economia verde – ha continuato –, l'unica che sta crescendo anche
dentro la crisi, è uno dei pilastri su cui ricostruire l'Italia. Il
nostro paese può avere grandi potenzialità se sa incrociare la
modernizzazione ecologica del sistema manifatturiero (il secondo in
Europa dopo la Germania) sul patrimonio di civiltà, bellezza, creatività
e sulle vocazioni di territori ad alta qualità ambientale che fanno la
forza del Made in Italy. E' questa la via italiana alla green economy."
Le dieci proposte avanzate dagli Ecodem rappresentano progetti proposte
concrete per la cosiddetta "fase due", per la ripresa dell'economia e
per creare lavoro. Eccole in sintesi:
1.
Modernizzazione ecologica dell'industria italiana. Un programma
“Industria 2020” per la green economy (industria dell'auto, nuovi
materiali e chimica verde, industria del riciclo, tecnologie per
l'efficienza energetica e le rinnovabili, ecodesign).
2.
Riforma fiscale ecologica. Alleggerire il carico su lavoro e impresa,
spostarlo sui consumi di materia e di energia; incentivare produzioni e
consumi sostenibili.
3.
Politiche per la qualità italiana. Puntare sulla tutela dell'ambiente e
del paesaggio, sull'agricoltura di qualità, sul turismo, sui parchi,
sulla promozione del Made in Italy nel mondo.
4.
Nuovo piano energetico. Un programma per l'efficienza energetica
nell'industria, nei servizi, nell'edilizia; 50 per cento di elettricità
da rinnovabili entro il 2030; Smart grid; riduzione del 30 per cento
delle emissioni di gas serra entro il 2020; rendere permanente l'ecobonus
del 55 per cento.
5.
Difesa del suolo. E' la più grande opera pubblica per l'Italia:
utilizzare almeno un terzo dei fondi Cipe e parte dei risparmi da
rinuncia all'acquisto dei cacciabombardieri F35; deroga al patto di
stabilità per i Comuni; frenare il consumo di suolo.
6.
Servizi pubblici locali. Sono parte importante della crescita della
green economy, con gli investimenti per acquedotti e depuratori,
impianti per i rifiuti, reti di trasporto, energia e gas; rispettare le
indicazioni emerse dal referendum sull'acqua.
7.
Mobilità sostenibile e città ecologiche. Investire sul trasporto
pubblico locale, ferrovie locali, tramvie e metropolitane.
8.
Sud. Economia verde, ambiente, energie rinnovabili, priorità per lo
sviluppo del Mezzogiorno.
9.
Più legalità, meno burocrazia. Lotta alle ecomafie, introduzione dei
reati ambientali nel codice penale, lotta all'abusivismo; riforma dell'Ispra
e del sistema dei controlli ambientali; semplificare norme e procedure.
10.
Lavoro verde. Un milione di posti di lavoro dall'economia verde;
investire su formazione e ricerca.
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