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PGT IN ADOZIONE
Intervento in Consiglio Comunale di Pieluigi Arrara

(Dicembre 2009)

 

 
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Ho sempre pensato che il vecchio piano regolatore era figlio di un’epoca e di un mentalità espansiva che vedeva nel consumo di nuovo territorio l’occasione per lo sviluppo della città in crescita di popolazione (esclusivamente per l’arrivo di nuovi residenti da altre città, in specie da Milano).

Erano gli anni ’80, Abbiategrasso era ancora e soprattutto una città industriale con molte e storiche fabbriche saldamente ancorate al territorio.

Ma negli anni ’90 anche da noi si è verificato il fenomeno della dismissione di molte fabbriche che hanno chiuso o che se ne sono andate altrove.

In città le aree industriali dimesse o obsolete hanno una superficie complessiva di circa 1 milione di metri quadrati.

Per i 30.000 abbiatensi sono cambiate perciò le esigenze e molti sono pendolari per lavoro e per studio, anche di servizi devono adeguarsi alle nuove condizioni, tra cui quelle di una popolazione che invecchia e di una parte di popolazione che proviene da altre parti del mondo.

Pensavamo di trovare in questo PGT innanzitutto la trasformazione delle aree dimesse, avendo cura che esse siano nuove parti della città  e non porzioni non comunicanti con le altre.

In secondo luogo la nuova edificazione doveva essere limitata alle aree ancora libere che il vecchio piano regolatore qualificava come edificabili, ma che non sono state ancora costruite.

Ciò riguarda in modo particolare l’asse di viale Giotto e di via Papa Paolo VI.

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo il consumo di nuovo territorio.

In terzo luogo, l’azione di recupero del patrimonio edilizio esistente per favorire, oltre il rinnovamento urbanistico della città, anche la nuova residenza, specie nel centro storico. Si deve continuare l’azione di recupero e valorizzazione del rurale delle cascine già iniziata con la precedente giunta. Inoltre per sostenere le attività produttive va data attuazione al piano per gli insediamenti produttivi, approvato sempre dalla precedente giunta e che ancora non è stato fatto decollare.

Tra le destinazioni d’uso in modo particolare va continuata la linea che ha caratterizzato le giunte di centro sinistra delle abitazioni a favore dei ceti più deboli: occorre far sì che nei nuovi insediamenti sia prevista una percentuale di edilizia agevolata a prezzi e canoni di locazione calmierati.

E’ inutile discutere di famiglia se non ci sono le possibilità di affittare e comprare una casa!

Speravamo anche di non vedere all’interno del PGT l’ipotesi di un eventuale centro commerciale.

Il PGT doveva escludere questa scelta che sarebbe devastante per il tessuto commerciale e sociale della città.

Speravamo che non si andasse a sprecare il suolo per l’ipotesi di una nuova strada ad ovest della città nella valle del Ticino. Una strada del genere, oltre ad essere inutile e devastante per il territorio sia dal punto di vista ambientale che dell’agricoltura, costituirebbe una evidente scorciatoia nord-sud con il passaggio di almeno 10.000 veicoli al giorno. Di questa strada non c’è bisogno.

Noi speravamo di ragionare su un piano che teneva conto di questi aspetti; invece la proposta fatta dall’Amministrazione e anche i contenuti di questo piano contengono come dice la Regione Lombardia nella sua risposta di verifica  al PGT “un evidente consumo del territorio”.

L’allargamento del perimetro IC (Iniziativa Comunale  cioè tutto ciò che è svincolato es.dal Parco del Ticino e rimane di competenza comunale) è molto evidente in una zona di pregio paesaggistico quale è Castelletto.

Si sottolineano alcuni dati per verificare l’aumento della densità abitava prevista e quindi di un carico volumetrico non indifferente:

- le Aree di trasformazione strategica (ex aree dimesse o in dismissione)  ATS1- ATS2-ATS3 prevedono edificazione apri a 695.000 mc

- Piani Integrati Intervento sono 269.000 mc

- Piani Attuativi  mc.300.000

Per un totale di 8360 abitanti teorici senza contare i piani recentemente approvati residenziali (tutti in zona ovest Sforza: piano via Anfossi, Via Corsca, ex SesiDabb) e le forme di aumento volumetrico previsto dal Piano Casa (L.R.13/09) e dalla pianificazione di dettaglio sul resto del territorio che prevederà il Piano delle Regole.

Ma a chi si rivolge questo piano?

Chi speriamo che venga qui ad abitare?

L’assessore ci dice che tanto passeranno più di 20 anni, ed è vero, ma perché prevedere allora tale espansione quando il Piano si può rivedere ogni 5 anni?

Perché allargare così tanto il perimetro IC soprattutto nella zona di Castelletto-Naviglio di Bereguardo (che è ancora bellissima) inserendo una serie di cascine che saranno oggetto di eventuali cambi di destinazioni d’uso?

Anche qui c’è un evidente richiamo della Regione Lombardia.

Dal PGT non emerge quali tipi di servizi sono previsti negli ambiti di trasformazione: non viene esplicitato niente dopo il crollo del settore produttivo dobbiamo mantenere e aumentare il livello dei servizi; non si parla del filone della cultura, di luoghi di aggregazione e di presidio.

Ritorniamo al grosso punto di domanda che neanche il Piano chiarisce e cioè il Termovalorizzatore.

Nella zona ex F1 Mendosio Castelletto è prevista una grande area strategica (zona speciale grandi progetti) che avrà come unici interlocutori la Provincia e la Regione, cioè si potrà agire solo con un grande progetto insieme a questi due enti. Ma quali garanzie e progetti?

Negli obiettivi del piano troviamo il potenziamento delle funzioni sovra-comunali (vedi zona speciale grandi progetti) dove sono previsti interventi considerevoli con accordi tra Provincia e Regione,ma non viene minimamente esplicitato come si intendono promuovere e che massimo di volume consentire in quell’area che è notevole come espansione e di notevolissimo interesse paesaggistico.

 

Vediamo ora il tema del COMMERCIO

Ormai è chiaro che è in atto la trasformazione del nostro territorio in un bacino commerciale di elevata dimensione. La parte commerciale che si insedierà, gioco forza porterà allo spegnimento del centro storico in contraddizione con il programma del Sindaco che voleva privilegiare il centro storico come centro commerciale naturale.

I commercianti non sanno ancora che lo strumento urbanistico prevede insediamenti di centri commerciali fino a 15.000 mq.

A riguardo delle superfici commerciali non sono ancora stati del tutto resi precisi e chiari i minimi e i massimi previsti e quelli consentiti per legge. Il comune può e deve decidere con esattezza quanta superficie (piccola e grande dimensione) vuole localizzare sul territorio

Secondo la nuova viabilità la via Dante sarà declassata e diventerà la strada commerciale.

Va bene ma la sua riqualificazione  è un obiettivo della ATS?

Qui sono previsti esercizi commerciali da mq.2500 a mq.5000 sparsi sul territorio. Si parla tanto del centro storico commerciale naturale ma con gli mq.800  di previsione da localizzare dentro il centro della città come si concilia con lo sviluppo del commerciale?

E’ stato detto che l’Amministrazione deve individuare la grande distribuzione per evitare che sia la Regione ad imporlo. Non è vero Viceversa è proprio la stessa Regione Lombardia che con il regolamento regionale ha stabilito che si possono aprire medie o grandi strutture di vendita esclusivamente  se il Comune ne prevede la localizzazione specifica nel proprio strumento urbanistico (oggi PGT).

In caso contrario su tutto il territorio comunale è consentita l’apertura esclusivamente degli esercizi di vicinato cioè di esercizi aventi superficie fino a mq.250 di superficie di vendita. Pertanto il ragionamento è chiaro: l’amministrazione per consentire l’insediamento sul proprio territorio di eventauli medie o grandi strutture di vendita deve specificarne la localizzazione per tipologia distributiva ( appunto grande o media oppure centro commerciale).

Viceversa ove l’amministrazione non volesse consentire l’apertura di nuove grandi o medie strutture potrebbe semplicemente evitare di localizzarle nel nuovo PGT proprio come stabilito dal regolamento regionale sopra richiamato.

Si tratta pertanto di una questione di scelta di politica urbanistico commerciale che l’Amministrazione dovrebbe chiaramente esplicitare, senza “nascondersi” ditero ad inesistenti poteri sovracomunali che impongono chissà quale struttura.

In tal senso rileviamo che per quanto riguarda gli obiettivi di sviluppo commerciale, si parte da una valutazione che sostiene che le strutture insediate non soddisfano completamente la domanda generata dalla popolazione abbiatense.

E’ da verificare la veridicità dell’affermazione vista la fine che hanno fatto alcune medie strutture di vendita (GS), ma d’altro canto non la soddisferà mai, come è pur vero che Abbiategrasso è già centro di attrattiva commerciale per i paesi limitrofi.

Il piano dice di favorire uno sviluppo distributivo in chiave moderna attraverso la realizzazione di medie e grandi strutture di vendita.

Tale affermazione contraddice l’obiettivo che sostiene che questo piano vuole rivitalizzare  e sostenere i negozi storici.

In che modo: permettendo di insediare nel centro storico nuove medie strutture di vendita con superficie massima di 800 mq. (non alimentare)

Vi immaginate  in centro nuovi insediamenti di questo tipo….     

Nel resto del territorio si potranno insediare medie strutture di vendita (fino a 2500 mq.) e questo ci può stare. Infine viene detto che lungo la via Dante sarà possibile insediare nuove grandi 

strutture di vendita ( fino a 15.000mq). stiamo parlando di outlet e non solo su via Dante, ma anche negli ambiti ATS2 e ATS3

Qui si aprono due serie di problemi…da un lato quello commerciale; grandi strutture di

vendita mortificano il nostro centro commerciale naturale e posizionate in via Dante, non permetteranno la trasformazione di quella strada in via cittadina ( qualora venisse  fatta la variante alla 494), aumentandone la congestione e non risolvendo il problema viabilistico di tutta quella zona. Inoltre viene stabilito che nelle zone industriali è possibile fare strutture di vendita con un massimo di 5000 mq. con la possibilità di andare in variante

Lo stesso discorso deve essere fatto per tutte le aree di trasformazione e per i PII presenti nella proposta di PGT qui all’esame.

Infatti, se è pur vero che nelle aree di trasformazione nei piani attuativi in variante (PII procedure a mezzo dello Sportello Unico per le Attività produttive ed altri) l’Amministrazione può in fase attuativa prevedere nuove destinazioni di spazi commerciali anche di media o grande distribuzione, tuttavia per comprendere una corretta programmazione urbanistica della città e soprattutto per onestà intellettuale l’Amministrazione deve esplicitare OGGI in sede di formazione del PGT dove e come tali aree saranno trasformate nel senso di prevedere nuove grandi o medie strutture di vendita.

Solo in questo modo è possibile comprendere la coerenza tra l’enunciazione fatta a suo tempo di preservare il centro commerciale naturale della città ed invece le nuove previsioni urbanistico commerciali in divenire nel PGT.

Lo stesso dicasi per ciò che concerne la possibilità di modificare la destinazione nelle aree industriali e di introdurre nuove destinazioni commerciali.

In conclusione sul punto l’Amministrazione dovrebbe esplicitare esattamente quali sono gli obiettivi di incremento e di sviluppo della rete commerciale considerato tutte le proposte di nuove localizzazioni anche in relazione alle aree di trasformazioni ed alle successive varianti. Siccome queste ultime non sono un atto dovuto per il privato ma sono discrezionali, è l’Ente che lo consente, allora già oggi in sede di programmazione urbanistica della città può dirci se intende consentire le e per quali metrature e per quali tipologie di strutture e in quali zone.

Solo così ci sarebbe chiarezza nei confronti dei cittadini e chiarezza nei confronti dei commercianti: assumendosi l’Amministrazione le proprie responsabilità. Questo piano queste cose non le dice.

 

IL BENE CASA: L’EDILIZIA SOCIALE

La mancanza di previsione esatta e decisa dell’edilizia sociale in ogni sua forma istituzionalmente intesa (è solo evocata come possibilità tra altre forme di integrazione nelle aree di trasformazione)

L’Edilizia sociale e popolare è contemplata nel documento come “una” delle caratteristiche (standard) che se previste dal privato “aiutano” ad ottenere aumenti di volumetria. Ma quanto e dove non se ne ritrova traccia. Si cita l’ housing sociale. Ma non se ne parla in termini di previsione di localizzazione . Dove è previsto?. Devono essere prefissate delle quote minime con sistemi premianti per poterle incrementare (aumento di volumetria). Il discorso sulla perequazione-compensazione può creare un mercato dei volumi che il Piano non indica come verrà controllato.

 

IL SISTEMA DELLA VIABILITA’ E LA MOBILITA’

La viabilità quale progetto di connessione tra viabilità automobilistica e ciclopedonale con i collegamenti verso il parco del Ticino. Si è calcolato economicamente l’investimento sul verde e sulle piste ciclabili sui percorsi di interconnessione tra la rete esistente e di nuova formazione.

Il collegamento con Ozzero, Albairate e Cassinetta?

-          I parcheggi e il sistema delle piazze con l’accessibilità dal centro verso l’esterno e viceversa

-          La realizzazione della strada parco: come vogliono attuarla e con quale mezzi…legata solo alla possibilità di interventi a “pezzetti” e quindi a discrezione dell’operatore

-          Assenza totale di un piano economico e quindi di una verifica della sostenibilità economica finanziaria dello sviluppo previsto

-          Manca totalmente un progetto di viabilità locale: le piste ciclabili interne ed esterne verso il Parco e il sistema delle cascine

-          Ancora non chiaro il futuro della Stazione e del collegamento pubblico con Milano. E’ stato indicato come ambito strategico il perimetro di localizzazione della linea ferrovia con promessa che lì ci sarà ancora la stazione…vuota o piena?

 

Viene confermata la strada parco (valutazione sull’utilità dell’opera) che non sarà una

Stradina come paventata, ma avrà le dimensioni di una strada interessante: 2 corsie da 3 metri e 25 e fiancheggiata da banchine con larghezza  minima di 1 mt. cad.

Quindi avremo una strada con una larghezza totale di 8 metri circa, che poi ci viene detto verrà arricchita con elementi ambientali e arredi urbani, ma resterà sempre una strada di 8 mt. (provate solo a pensarla, sarà uguale a quella appena fatta a Castelletto, non è proprio una stradina). (?)

Oltremodo non viene prevista nemmeno una pista ciclabile, viene dichiarato che alla proposta si potranno (potranno non dovranno)  inserire tratti ciclabili

Poi si dice che si potrà prevedere ( non si dovrà) una fascia verde verso la città.

Quindi si pensa ad una strada con dossi e cunette: o è una strada di scorrimento che libera viale Sforza o è una strada solo per gli abitanti della zona e allora serve a poco. 

Quante incertezze………….

Oltretutto si prevede un costo di 15.000.000 di euro che si ipotizza verranno finanziati dai contributi di costruzione derivanti dalla attuazione di almeno il 30 % degli ambiti di trasformazione, quindi il rischio è di attuarla un pezzettino alla volta e impiegarci un tempo decisamente lungo.

 

 




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